centroevoluzioni

Psicopatologia dello sviluppo


psicopatologiaLo sviluppo reca con sé la maturazione di processi fisici e mentali complessi che comportano per il fanciullo una sofisticata riorganizzazione psicologica. Tale percorso maturativo può, a volte, essere fonte di conflitto interno e determinare la comparsa di sintomi che interferiscono sulle principali aree di funzionamento del fanciullo: il sonno, l’alimentazione, l’evacuazione, il movimento, il linguaggio, la socializzazione… ecc

Disturbi del sonno

I disturbi del sonno trattabili attraverso i metodi di terapia breve strategica includono insonnia, ipersonnia, sonnambulismo, incubi, risvegli notturni, e difficoltà comportamentali relative all’andare a letto e al dormire da soli. Alla base di tali disturbi, infatti, vi sono fondamentalmente meccanismi fobico ossessivi, problemi di ansia e difficoltà emotive, pertanto un intervento che risulti efficace dovrà occuparsi sia delle pratiche concrete legate all’andare a dormire, sia dei vissuti e dei comportamenti "diurni" che le influenzano.

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Disturbi dell'alimentazione

I disturbi dell’alimentazione nell’età evolutiva si manifestano con comportamenti di rifiuto del cibo, (lasciare nel piatto, sputare, mangiare senza gusto…) o al contrario con comportamenti di abuso di cibo nei pasti e fuori dai pasti. Nella prima infanzia i disturbi del comportamento alimentare possono manifestarsi con sequenze ripetute di ruminazione-rigurgito-rimasticamento del cibo o più in generale con difficoltà legate allo stare a tavola. Nella fanciullezza e nell’adolescenza i disturbi del comportamento alimentare sono strettamente legati a problematiche di controllo e dell’immagine corporea (vedi: anoressia, bulimia, vomiting, disturbo da alimentazione incontrollata). Problemi legati a fissazioni o rituali sul cibo, come il timore che alcuni alimenti facciano soffocare, o siano in qualche modo nocivi… o manipolazioni particolari degli alimenti perché il fanciullo possa sentirsi libero di mangiarli sono in realtà fissazioni fobiche basate sul cibo e rientrano dunque nella categoria “manie e ossessioni” o “disturbi ossessivo-compulsivi”. In tutti i casi, un comportamento alimentare disturbato ha effetti di malnutrizione pericolosi per la crescita e la salute psicofisica.

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Disturbi dell'evacuazione

I disturbi dell’evacuazione si manifestano con la perdita delle urine (“enuresi”) e delle feci (“encopresi”) nel raggiungimento dell’età in cui ne è invece previsto il controllo. L’incontinenza di urine o di feci può avvenire durante il giorno o di notte, nel letto, nei vestiti o in posti inadeguati (pavimenti, angoli di casa…), causando il più delle volte significativo disagio, e comunque una concreta compromissione dell'area sociale, scolastica o di altre aree importanti del funzionamento. L’anomalia si definisce "primaria" se non si è mai raggiunto il controllo sfinterico, "secondaria" se compare successivamente ad un periodo in cui il controllo sfinterico è stato raggiunto. I metodi di psicoterapia breve strategica applicati ai disturbi dell’evacuazione mirano allo sblocco del sintomo e allo sviluppo delle facoltà emotive e psicologiche che permettono nel tempo il mantenimento di stabilità ed equilibrio interno.

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Disturbi della coordinazione motoria

Il Disturbo di Sviluppo della Coordinazione è caratterizzato da difficoltà nel coordinare i movimenti tale da rendere il fanciullo imbranato ed impacciato fino ad interferire sensibilmente con l'apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana. Le manifestazioni di questo disturbo variano con l'età e con lo sviluppo: nella prima infanzia, i bambini possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia, e chiudersi la cerniera lampo dei pantaloni); nell’età scolare, i bambini possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell'assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia. Si tratta di Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione motoria se le difficoltà nella coordinazione non sono dovute ad una condizione medica generale.

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Disturbi del linguaggio

Nel corso dello sviluppo le facoltà linguistiche diventano più complesse, comportando per il bambino ostacoli e difficoltà di varia natura. Pur in presenza di un sano sistema uditivo e neurologico, infatti, i disturbi del linguaggio colpiscono le capacità di “articolazione” della parola (difetti di pronuncia, sostituzioni dei suoni, ecc. …) ma anche le capacità di “espressione” (vocabolario limitato, uso di parole sbagliate nel discorso, frasi accorciate, strutture grammaticali semplificate o ridotte…) e le capacità di “ricezione” linguistica (difficoltà nel comprendere parole, frasi, o tipi particolari di frasi). Inizialmente, tali alterazioni si manifestano con una difficoltà generale nell'esprimere le idee ma vi può essere anche un'anomalia nella scorrevolezza e nella formulazione del linguaggio che comporta, ad esempio, una eccessiva velocità nella conversazione o la tendenza a “mangiarsi le parole”. In alcuni casi, può sembrare che il bambino a tratti non senta o sia confuso o non presti attenzione quando gli si parla. In effetti, a causa del disturbo del linguaggio può esservi una conseguente difficoltà di categorizzazione dei concetti (per es., una difficoltà a decidere quali suoni nel linguaggio creano una differenza di significato). I disturbi del linguaggio spesso interferiscono con il rendimento scolastico e/o con la comunicazione sociale. Data la delicatezza del problema linguistico e le sue ripercussioni sul piano mentale, scolastico e sociale, la Psicoterapia Breve Strategica aggira i rischi di una terapia precoce che, oltre ad etichettare il fanciullo come “patologico”, lo sottoponga a stress e a turbamento, per cui ci si avvale di metodi e tecniche che facilitano il fanciullo a superare gli ostacoli linguistici senza che lui se ne renda conto, evitando così di complicare ulteriormente la spontaneità del suo sviluppo.

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Balbuzie

La Balbuzie è un'anomalia caratterizzata da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni nel parlare. Possono esservi diversi altri tipi di anomalie, comprese interiezioni, interruzioni di parole (pause all'interno di una parola), blocchi udibili o silenti (pause colmate o non colmate nel discorso), circonlocuzioni (cioè, sostituzioni di parole per evitare parole problematiche), parole emesse con un'eccessiva tensione fisica, e ripetizioni di un'intera parola monosillabica (per es., "O-O-O-O fame"). La Balbuzie può essere accompagnata da movimenti muscolari, per esempio ammiccamenti, tic, tremori delle labbra o del viso, scosse del capo, movimenti respiratori, o chiusura delle mani a pugno, ecc… L'entità dell'anomalia varia da situazione a situazione, e spesso è più grave quando dall’esterno vi è una particolare pressione a comunicare (per esempio, fare una relazione a scuola) o quando internamente il bambino sviluppa la preoccupazione anticipatoria del problema. I tentativi autonomi del bambino di combattere il problema della balbuzie sono perlopiù inadeguati e quindi complicano il problema anziché ridurlo (per esempio, il bambino che altera la velocità dell'eloquio… il bambino che evita di parlare di fronte agli altri o al telefono… o il bambino che evita di usare certe parole o suoni…). Per questo un trattamento specialistico costruito “su misura” dovrà il più delle volte tener conto di correggere i tentativi di soluzione adottati dal bambino e dare all’adulto indicazioni per intervenire in maniera sana.

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Disturbi della socializzazione

I disturbi della socializzazione comportano una modalità di relazione sociale notevolmente inadeguata rispetto al livello di sviluppo, nella maggior parte dei contesti ambientali. Il fanciullo può manifestare modalità di risposta eccessivamente inibite, ipervigili, o altamente ambivalenti (per es., resistenza all’approccio, partecipazione fredda, tendenza al ritiro sociale e all’isolamento…) All’opposto, il bambino può manifestare socievolezza e attaccamento indiscriminati, senza capacità di selezione sociale. Il disturbo di socializzazione solitamente comporta difficoltà d’inserimento scolastico, ripercuotendosi spesso sulle capacità di apprendimento. Lo scambio sociale ed il modellamento sugli altri sono processi basilari per lo sviluppo di facoltà mentali, ecco perchè nell’età evolutiva i disturbi di socializzazione non vanno trascurati. Disturbi della socializzazione non trattati o trattati per le lunghe possono comportare disadattamento e arresto dello sviluppo in vari gradi.

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Disturbi della condotta sessuale

L'esistenza di una sessualità propria dell’infanzia, differente rispetto alla sessualità adulta, è una scoperta che risale al secolo passato; da allora, lo sviluppo della sessualità, nei suoi aspetti biologici e psicologici, è stato oggetto di attento studio dalle fasi della nascita fino alla pubertà. Le componenti istintive erotiche nei maschi e nelle femmine evolvono sotto la spinta di pressioni biologiche, ambientali ed esperenziali, ed insieme ad esse, evolve anche la consapevolezza della propria identità maschile o femminile. In questo percorso evolutivo, i comportamenti che ne derivano possono, a volte, assumere un’espressione inadeguata rispetto un sano rapporto con l’altro sesso o anche con lo stesso sesso. Regolare tali comportamenti può essere a volte compito arduo, sia per i genitori che per gli insegnanti; il rischio è spesso nell’eccessiva repressione o nell’eccessiva superficialità, o addirittura nell’aggiungere turbamento e confusione. In questi casi, l’approccio strategico adotta strategie di comunicazione adeguate al vissuto infantile e alla fase dello sviluppo, in modo da facilitare il fanciullo nella direzione di un sano rapporto con la sessualità, le relazioni affettive, la consapevolezza e l’espressione dei ruoli.

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